Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
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Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
Siamo a fine settembre e le giornate cominciano ad accorciarsi,cominciamo un po' a discutere sul prossimo inverno...
Partiamo analizzando i vari indici e a fare le prime ipotesi...
QBO:la quasi biennal oscillation è un 'oscillazione periodica dei venti stratosferici equatoriali, un suo ciclo dura circa 28-29 mesi, se i venti soffiano da ovest siamo in fase di QBO+ , invece se soffiano da est siamo in fase QBO-.
L' indice QBO ha importanti effetti nella circolazione atmpsferica; infatti la QBO- indebolisce il Vortice Polare favorendo scambi meridiani e retrogressioni da est.
Nel prossimo inverno la QBO sarà negativa almeno fino a gennaio poi possibili passaggio e in fase neutra/ positiva a febbraio
http://www.cpc.ncep.noaa.gov/data/indices/qbo.u50.index
ENSO:il ciclo ENSO rigurda le anomalie di temperatura delle acqua dell' ocano pacifico tropicale, in particolare nella fase positiva parliamo di nino, mentre nella fase negativa abbiamo la nina.
Gli effetti del ciclo enso si hanno negli Stati che si affacciano sul Pacifico...
Questi sono gli effetti del nino a livello globale...
Questi sono quelli della nina...
Tuttavia il ciclo ENSO,forzando il jet-stream , ha effetti ( più marginali) anche sull' Europa; infatti la nina, in inverno, sembra essere in grado di rafforzare l' anticiclone delle Azzorre e favorire condizioni di NAO+ e scarsi scambi meridiani.
Nella prossima stagione invernale avremo molto probabilmente un condizione di nino3.4
Il ciclo ENSO nella zona 1,2 sarà molto probabilmente in fase neutra.
Quindi potremmo parlare quasi di "nino Modoki" che sembra favorire una situazione di NAO- sull' Europa..
http://en.wikipedia.org/wiki/El_Ni%C3%B1o%E2%80%93Southern_Oscillation#The_.22Modoki.22_or_Central-Pacific_El_Ni.C3.B1o_debate
SSTA: sono le anomalie delle acque oceaniche superficiali. Le SSTA sono molto importanti nelle proiezioni stagionale perche influiscono sul Jet-stream.
Le previsioni dell NOAA per le SSTA mostrano anomalie positive in Oceano Atlantico, quindi saranno possibili formazioni di hp di blocco in Atlantico??
AMO:l' Atlantic Multidecadal Oscillation indica le anomalie di temperature dell' oceano atlantico tra l' euatore e la Groenlandia, attualmente siamo in fase positiva dal 1997 e lo saremo anche nel prossimo inverno.
Il ciclo dell' AMO è molto lungo 70-90 anni. Le fasi di AMO- sono legate a diminuzioni di temperatura sull' Europa centro-occidentale e sul Nord America orientale, vicersa l 'AMO+ favorisce un aumento della temperatura in queste zone e una maggior frequenza di uragani e tempeste tropicali.
Ciclo solare: la nostra stella è il principale motore del clima e la sua attività ha importanti effetti sul clima.
Il 24°ciclo della nostra stella è decisamente anomalo tanto che potrebbe essere il più debole degli ultimi 100 anni.
In questo inverno si raggiungerà probabilmente il massimo di questo ciclo.
Prolungati periodi di minimo solare portano a cali della temperatura globale, in particolare secondo recenti ricerche accademiche minimi solari possono portare a forti ondate di gelo sull' Europa occidentale ( in particolare sull' UK)..
Ghiacci artici: anche il minimo di estensione dei ghiacci artici avrà (probabilmente) effetti sul prossimo inverno...
Riporto l' articolo postato da luca90 qualche giorno fa...
"Ipotesi suffragata da due precedenti: quelli del 2007 e del 2011 furono due inverni particolarmente freddi, che vennero dopo due estati durante le quali il ghiaccio artico subì enormi perdite. E' quanto sostiene Jennifer Francis, ricercatrice presso la Rutgers University. "Non si possono fare previsioni certe, ma non sarei sorpreso di assistere a manifestazioni meteorologiche estreme durante il prossimo inverno", ha dichiarato la studiosa al Guardian.
Lo scioglimento del ghiaccio ha significative ripercussioni sullo scambio di calore tra l'atmosfera e la superficie oceanica. Le superfici ghiacciate hanno la capacità di riflettere - meccanismo noto come albedo - la radiazione solare reimmettendola in atmosfera. In mancanza del ghiaccio, il calore giunge sulla superficie oceanica e viene immagazzinato all'interno dell'acqua. Il calore accumulato, unito al vapore acqueo, ha significative ripercussioni sulla corrente a getto. Altri ricercatori hanno già dimostrato che la corrente a getto, negli ultimi anni, si è spostata verso nord. Francis e colleghi hanno recentemente integrato questi studi dimostrando che il jet stream è in fase di rallentamento.
"Il jet stream è chiaramente più debole", continua Francis. "Ciò significa che i le condizioni meteorologiche, ad esempio pioggia o siccità, evolvono più lentamente persistendo in una determinata area per più tempo". In poche parole, si sta verificando un "blocco" degli eventi e tra i vari esempi si possono menzionare le condizioni che hanno prodotto la terribile ondata di caldo del 2010 in Russia.
Nel corso dell'estate 2012, la Groenlandia ha vissuto una situazione analoga, con un possente blocco anticiclonico che ha determinato la fusione record del ghiaccio continentale. Non è possibile collegare direttamente situazioni analoghe, ma alcuni studiosi che il blocco groenlandese sia associato alla persistente fase anticiclonica che ha prodotto la tremenda siccità negli Stati Uniti. "I blocchi si comportano come un ingorgo nel traffico, rallentando i sistemi meteorologici in altre aree del pianeta", sostiene Francis.
Se il ghiaccio artico continuerà a diminuire, è probabile che la corrente a getto rallenti ancora, spostandosi più a nord. "Ciò potrebbe indurre a sbalzi di temperatura eccezionali e alla moltiplicazione degli eventi estremi. Quel che spaventa è che siamo in un territorio inesplorato", ha concluso la ricercatrice.
Corrente del Golfo: la corrente del Golfo insieme alla corrente nord atlantica è la più importante corrente oceanica calda, nasce dal golfo del Messico e risale verso nord-ovest fino a nord dell' UK.
Questa corrente ha il merito ( o colpa ) di mitigare il clima in Europa occidentale. Tuttavia negli ultimi tempi questa corrente ha subito un rallentamento di circa il 20%...
Riporto un estratto di un artico tratto da meteogiuliacci.it
"...di recente Uwe Send dello Scripps Institution of Oceanography della California, assieme ad alcuni colleghi, ha analizzato i dati raccolti tra il gennaio 2000 e il giugno 2009 da alcune boe oceaniche facenti parte del programma MOVE (Meridional Overturning Variability Experiment) e ha così ottenuto la conferma che nell’ultimo periodo la portata della Corrente del Golfo (cioè la quantità di acqua calda trascinata) si è ridotta di circa il 20%: si tratta della prima prova scientifica di un effettivo rallentamento della Corrente del Golfo.
Tuttavia secondo il team di ricercatori il rallentamento non sarebbe causato dallo scioglimento della Calotta Artica (e dal conseguente “annacquamento” delle acque della Corrente) quanto piuttosto da una naturale variabilità, ed è molto probabile che nell’arco di pochi anni la Corrente del Golfo torni alla precedente portata. Insomma, gli stessi studiosi si mostrano assai scettici su un imminente raffreddamento del clima europeo causato dallo scioglimento dei ghiacci artici e in ogni caso si possono escludere eventi catastrofici come quelli descritti nel noto film (esagerati proprio per esigenze cinematografiche).
La comprensione di queste fluttuazioni della Corrente del Golfo rimane comunque obiettivo fondamentale per arrivare un giorno a realizzare proiezioni climatiche su lungo periodo più affidabili e dettagliate, e in questo senso preziosissime saranno le informazioni che arriveranno nei prossimi anni dalle 20 boe marine dislocate nel 2004 tra le Canarie e le Bahamas nell’ambito del programma Rapid Climate Change Project."
http://www.meteogiuliacci.it/articoli/corrente-del-golfo-piu-lenta-finira-come-nel-film.html
Quali saranno le conseguenze di questo indebolimento??
Prime ipotesi sull' inverno 2012/2013: personalmente questi sono gli indici che vorrei avere ogni inverno, credo che l' inverno potrebbe partire con il botto caratterizzata dal pattern AO-/NAO-- con ondate fredde che colpiranno soprattutto l'europa centro occidentale UK, Francia,Spagna e NW Italia, ovviamente sperando che le colate non siano troppo occidentali, altrimenti sarammo colpiti da forti sciroccate.
Difficilmente avremo anticicloni possenti come lo scorso inverno e credo che il protagonista di questo inverno sarà l' artico marittimo e non continentale come l' anno scorso.
Ovviamente non mancheranno periodi dove ritornerà l' alta pressione e il bel tempo ( soprattutto nella seconda parte dell' inverno??), comunque credo in un inverno dove prevarrà una certa dinamicità atmosferica e anche l' atlantico fara la sua parte.
Sarà un inverno simile al 2009/2010? Vedremo...
Partiamo analizzando i vari indici e a fare le prime ipotesi...
QBO:la quasi biennal oscillation è un 'oscillazione periodica dei venti stratosferici equatoriali, un suo ciclo dura circa 28-29 mesi, se i venti soffiano da ovest siamo in fase di QBO+ , invece se soffiano da est siamo in fase QBO-.
L' indice QBO ha importanti effetti nella circolazione atmpsferica; infatti la QBO- indebolisce il Vortice Polare favorendo scambi meridiani e retrogressioni da est.
Nel prossimo inverno la QBO sarà negativa almeno fino a gennaio poi possibili passaggio e in fase neutra/ positiva a febbraio
http://www.cpc.ncep.noaa.gov/data/indices/qbo.u50.index
ENSO:il ciclo ENSO rigurda le anomalie di temperatura delle acqua dell' ocano pacifico tropicale, in particolare nella fase positiva parliamo di nino, mentre nella fase negativa abbiamo la nina.
Gli effetti del ciclo enso si hanno negli Stati che si affacciano sul Pacifico...
Questi sono gli effetti del nino a livello globale...
Questi sono quelli della nina...
Tuttavia il ciclo ENSO,forzando il jet-stream , ha effetti ( più marginali) anche sull' Europa; infatti la nina, in inverno, sembra essere in grado di rafforzare l' anticiclone delle Azzorre e favorire condizioni di NAO+ e scarsi scambi meridiani.
Nella prossima stagione invernale avremo molto probabilmente un condizione di nino3.4
Il ciclo ENSO nella zona 1,2 sarà molto probabilmente in fase neutra.
Quindi potremmo parlare quasi di "nino Modoki" che sembra favorire una situazione di NAO- sull' Europa..
http://en.wikipedia.org/wiki/El_Ni%C3%B1o%E2%80%93Southern_Oscillation#The_.22Modoki.22_or_Central-Pacific_El_Ni.C3.B1o_debate
SSTA: sono le anomalie delle acque oceaniche superficiali. Le SSTA sono molto importanti nelle proiezioni stagionale perche influiscono sul Jet-stream.
Le previsioni dell NOAA per le SSTA mostrano anomalie positive in Oceano Atlantico, quindi saranno possibili formazioni di hp di blocco in Atlantico??
AMO:l' Atlantic Multidecadal Oscillation indica le anomalie di temperature dell' oceano atlantico tra l' euatore e la Groenlandia, attualmente siamo in fase positiva dal 1997 e lo saremo anche nel prossimo inverno.
Il ciclo dell' AMO è molto lungo 70-90 anni. Le fasi di AMO- sono legate a diminuzioni di temperatura sull' Europa centro-occidentale e sul Nord America orientale, vicersa l 'AMO+ favorisce un aumento della temperatura in queste zone e una maggior frequenza di uragani e tempeste tropicali.
Ciclo solare: la nostra stella è il principale motore del clima e la sua attività ha importanti effetti sul clima.
Il 24°ciclo della nostra stella è decisamente anomalo tanto che potrebbe essere il più debole degli ultimi 100 anni.
In questo inverno si raggiungerà probabilmente il massimo di questo ciclo.
Prolungati periodi di minimo solare portano a cali della temperatura globale, in particolare secondo recenti ricerche accademiche minimi solari possono portare a forti ondate di gelo sull' Europa occidentale ( in particolare sull' UK)..
Ghiacci artici: anche il minimo di estensione dei ghiacci artici avrà (probabilmente) effetti sul prossimo inverno...
Riporto l' articolo postato da luca90 qualche giorno fa...
"Ipotesi suffragata da due precedenti: quelli del 2007 e del 2011 furono due inverni particolarmente freddi, che vennero dopo due estati durante le quali il ghiaccio artico subì enormi perdite. E' quanto sostiene Jennifer Francis, ricercatrice presso la Rutgers University. "Non si possono fare previsioni certe, ma non sarei sorpreso di assistere a manifestazioni meteorologiche estreme durante il prossimo inverno", ha dichiarato la studiosa al Guardian.
Lo scioglimento del ghiaccio ha significative ripercussioni sullo scambio di calore tra l'atmosfera e la superficie oceanica. Le superfici ghiacciate hanno la capacità di riflettere - meccanismo noto come albedo - la radiazione solare reimmettendola in atmosfera. In mancanza del ghiaccio, il calore giunge sulla superficie oceanica e viene immagazzinato all'interno dell'acqua. Il calore accumulato, unito al vapore acqueo, ha significative ripercussioni sulla corrente a getto. Altri ricercatori hanno già dimostrato che la corrente a getto, negli ultimi anni, si è spostata verso nord. Francis e colleghi hanno recentemente integrato questi studi dimostrando che il jet stream è in fase di rallentamento.
"Il jet stream è chiaramente più debole", continua Francis. "Ciò significa che i le condizioni meteorologiche, ad esempio pioggia o siccità, evolvono più lentamente persistendo in una determinata area per più tempo". In poche parole, si sta verificando un "blocco" degli eventi e tra i vari esempi si possono menzionare le condizioni che hanno prodotto la terribile ondata di caldo del 2010 in Russia.
Nel corso dell'estate 2012, la Groenlandia ha vissuto una situazione analoga, con un possente blocco anticiclonico che ha determinato la fusione record del ghiaccio continentale. Non è possibile collegare direttamente situazioni analoghe, ma alcuni studiosi che il blocco groenlandese sia associato alla persistente fase anticiclonica che ha prodotto la tremenda siccità negli Stati Uniti. "I blocchi si comportano come un ingorgo nel traffico, rallentando i sistemi meteorologici in altre aree del pianeta", sostiene Francis.
Se il ghiaccio artico continuerà a diminuire, è probabile che la corrente a getto rallenti ancora, spostandosi più a nord. "Ciò potrebbe indurre a sbalzi di temperatura eccezionali e alla moltiplicazione degli eventi estremi. Quel che spaventa è che siamo in un territorio inesplorato", ha concluso la ricercatrice.
Corrente del Golfo: la corrente del Golfo insieme alla corrente nord atlantica è la più importante corrente oceanica calda, nasce dal golfo del Messico e risale verso nord-ovest fino a nord dell' UK.
Questa corrente ha il merito ( o colpa ) di mitigare il clima in Europa occidentale. Tuttavia negli ultimi tempi questa corrente ha subito un rallentamento di circa il 20%...
Riporto un estratto di un artico tratto da meteogiuliacci.it
"...di recente Uwe Send dello Scripps Institution of Oceanography della California, assieme ad alcuni colleghi, ha analizzato i dati raccolti tra il gennaio 2000 e il giugno 2009 da alcune boe oceaniche facenti parte del programma MOVE (Meridional Overturning Variability Experiment) e ha così ottenuto la conferma che nell’ultimo periodo la portata della Corrente del Golfo (cioè la quantità di acqua calda trascinata) si è ridotta di circa il 20%: si tratta della prima prova scientifica di un effettivo rallentamento della Corrente del Golfo.
Tuttavia secondo il team di ricercatori il rallentamento non sarebbe causato dallo scioglimento della Calotta Artica (e dal conseguente “annacquamento” delle acque della Corrente) quanto piuttosto da una naturale variabilità, ed è molto probabile che nell’arco di pochi anni la Corrente del Golfo torni alla precedente portata. Insomma, gli stessi studiosi si mostrano assai scettici su un imminente raffreddamento del clima europeo causato dallo scioglimento dei ghiacci artici e in ogni caso si possono escludere eventi catastrofici come quelli descritti nel noto film (esagerati proprio per esigenze cinematografiche).
La comprensione di queste fluttuazioni della Corrente del Golfo rimane comunque obiettivo fondamentale per arrivare un giorno a realizzare proiezioni climatiche su lungo periodo più affidabili e dettagliate, e in questo senso preziosissime saranno le informazioni che arriveranno nei prossimi anni dalle 20 boe marine dislocate nel 2004 tra le Canarie e le Bahamas nell’ambito del programma Rapid Climate Change Project."
http://www.meteogiuliacci.it/articoli/corrente-del-golfo-piu-lenta-finira-come-nel-film.html
Quali saranno le conseguenze di questo indebolimento??
Prime ipotesi sull' inverno 2012/2013: personalmente questi sono gli indici che vorrei avere ogni inverno, credo che l' inverno potrebbe partire con il botto caratterizzata dal pattern AO-/NAO-- con ondate fredde che colpiranno soprattutto l'europa centro occidentale UK, Francia,Spagna e NW Italia, ovviamente sperando che le colate non siano troppo occidentali, altrimenti sarammo colpiti da forti sciroccate.
Difficilmente avremo anticicloni possenti come lo scorso inverno e credo che il protagonista di questo inverno sarà l' artico marittimo e non continentale come l' anno scorso.
Ovviamente non mancheranno periodi dove ritornerà l' alta pressione e il bel tempo ( soprattutto nella seconda parte dell' inverno??), comunque credo in un inverno dove prevarrà una certa dinamicità atmosferica e anche l' atlantico fara la sua parte.
Sarà un inverno simile al 2009/2010? Vedremo...
Ultima modifica di caravaggio90 il Lun Set 24, 2012 2:53 pm - modificato 1 volta.
Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
Complimenti!! Spiegazione dettagliata, semplice ed estremamente interessante, speriamo che tutti i tasselli combacino per un inverno coi fiocchi
sarebbe fantastico un inverno nevoso/piovoso come nel 2008/2009 ma con T un po' più basse
sarebbe fantastico un inverno nevoso/piovoso come nel 2008/2009 ma con T un po' più basse
Snöstorm92- Meteodipendente
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Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
gran bel articolo!!!!!!
condivido la tua ipotesi anche se credo in diverse sciroccate x l'inverno....
ciao
condivido la tua ipotesi anche se credo in diverse sciroccate x l'inverno....
ciao
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Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
Ma che palle stasera non ho tempo di far niente.. Prometto che piu tardi lo leggo perché sembra iper interessante.. Sopratutto perché parla dell'inverno
luca90- Clone Colonnello Bernacca
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Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
Ale sei inimitabile anchio nutro sospetti che quest'inverno possa essere una grande annata tipo 2009/2010 spero solo in un natale con neve al suolo e un gennaio bianco poi per me potrebbe bastare
riccardo 94- Clone Colonnello Bernacca
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Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
Che dire.. Ale sei stato grande, spiegazione dettagliata ma di semplice intuizione!!
Questa tua analisi mi fa ben sperare per l'inverno e vedremo se davvero il drammatico scioglimento dei ghiacci artici serva ad avere un inverno piu rigido su larga scala
Un'altro inverno stile 2009/2010... Sarebbe troppo bello
Questa tua analisi mi fa ben sperare per l'inverno e vedremo se davvero il drammatico scioglimento dei ghiacci artici serva ad avere un inverno piu rigido su larga scala
Un'altro inverno stile 2009/2010... Sarebbe troppo bello
luca90- Clone Colonnello Bernacca
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Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
Ragazzi inserisco un'altra considerazione sullo scioglimento devastante dei ghiacci artici di quest'anno.. Tratto da mtg
Il ghiaccio, nell'Artico, è sempre meno. Qualcuno potrà dire: chi se ne frega? Beh, forse ci si dovrebbe documentare un po', perché gli effetti sulla condizioni meteorologiche del Continente Europeo saranno sempre più evidenti.
Per chi ancora non lo sapesse, la superficie della banchisa artica ha toccato, nel mese di settembre, il livello minimo da quando sono iniziate le misurazioni satellitari: 3410 mila chilometri quadrati. Un valore che ha demilito il record negativo precedente, risalente al 2007, quando all'epoca la superficie di ghiaccio superò di poco i 4000 mila chilometri quadrati.
Per chi non è esperto del settore è difficile dare un peso ad un valore dato così, nudo e crudo. Ecco perché il direttore del Dipartimento di Geografia presso l'Università di Calgary (Canada), John Yacekl, ha deciso di illustrare la situazione dando maggior rilievo alle rilevazioni satellitari. Utilizzando gli strumenti dell'agenzia spaziale americana (la NASA) ha esaminato le proprietà fisiche del ghiaccio negli ultimi 30 anni.
Proporzioni inverse
Nel 1980, la percentuale di fusione durante la stagione estiva ammontava al 20%, ciò significa che in loco permaneva l'80% del ghiaccio marino. Nell'arco di un ventennio la situazione si è capovolta. L'80% del ghiaccio si sta fondendo e solo il 20% persiste sul posto. Yackel, come altre autorevoli studio, ritiene che se il tasso di fusione rimarrà invariato, in estate assisteremo alla completa fusione della banchisa artica nel giro di 20-25 anni (se non addirittura prima).
La fusione dei ghiacci artici avrebbe gravi conseguenze per il pianeta. L'Artico si comporta come uno specchio, ovvero grazie all'effetto albedo del ghiaccio riflette verso l'atmosfera la radiazione solare, contribuendo così a regolare la temperatura della Terra.
"Quando il ghiaccio non ci sarà più, l'acqua assorbirà una maggiore quantità di calore e verrà indotto il processo di evaporazione. L'aumento del vapore acqueo in atmosfera determina un aumento del numero e dell'intensità delle tempeste, soprattutto nell'emisfero settentrionale. Un processo che causerà, secondo gli studiosi, frequenti inondazioni e altre calamità naturali, soprattutto nelle zone più densamente popolate del mondo", sostiene Yackel.
Impressionante il dato del ghiaccio rimasto, solo il 20%
Il ghiaccio, nell'Artico, è sempre meno. Qualcuno potrà dire: chi se ne frega? Beh, forse ci si dovrebbe documentare un po', perché gli effetti sulla condizioni meteorologiche del Continente Europeo saranno sempre più evidenti.
Per chi ancora non lo sapesse, la superficie della banchisa artica ha toccato, nel mese di settembre, il livello minimo da quando sono iniziate le misurazioni satellitari: 3410 mila chilometri quadrati. Un valore che ha demilito il record negativo precedente, risalente al 2007, quando all'epoca la superficie di ghiaccio superò di poco i 4000 mila chilometri quadrati.
Per chi non è esperto del settore è difficile dare un peso ad un valore dato così, nudo e crudo. Ecco perché il direttore del Dipartimento di Geografia presso l'Università di Calgary (Canada), John Yacekl, ha deciso di illustrare la situazione dando maggior rilievo alle rilevazioni satellitari. Utilizzando gli strumenti dell'agenzia spaziale americana (la NASA) ha esaminato le proprietà fisiche del ghiaccio negli ultimi 30 anni.
Proporzioni inverse
Nel 1980, la percentuale di fusione durante la stagione estiva ammontava al 20%, ciò significa che in loco permaneva l'80% del ghiaccio marino. Nell'arco di un ventennio la situazione si è capovolta. L'80% del ghiaccio si sta fondendo e solo il 20% persiste sul posto. Yackel, come altre autorevoli studio, ritiene che se il tasso di fusione rimarrà invariato, in estate assisteremo alla completa fusione della banchisa artica nel giro di 20-25 anni (se non addirittura prima).
La fusione dei ghiacci artici avrebbe gravi conseguenze per il pianeta. L'Artico si comporta come uno specchio, ovvero grazie all'effetto albedo del ghiaccio riflette verso l'atmosfera la radiazione solare, contribuendo così a regolare la temperatura della Terra.
"Quando il ghiaccio non ci sarà più, l'acqua assorbirà una maggiore quantità di calore e verrà indotto il processo di evaporazione. L'aumento del vapore acqueo in atmosfera determina un aumento del numero e dell'intensità delle tempeste, soprattutto nell'emisfero settentrionale. Un processo che causerà, secondo gli studiosi, frequenti inondazioni e altre calamità naturali, soprattutto nelle zone più densamente popolate del mondo", sostiene Yackel.
Impressionante il dato del ghiaccio rimasto, solo il 20%
luca90- Clone Colonnello Bernacca
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Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
A supporto dell' ipotesi di un inverno con NAO è anche l' accoppiata ENSO+/PDO-...
Dell' ENSO abbiamo già parlato, invece la PDO è la Pacific decadal oscillation e rappresenta le anoamalie delle SSTA dell' oceano Pacifico sopra il 20 parallelo nord,in presenza di acque più fredde abbiamo la fase negativa della PDO, viceversa in presenza di acque più calde abbiamo la fase positiva...
In questo estratto di un articolo di 3Bmeteo.com viene mostrata la correlazione tra la NAO e l' accoppiata PDO-/ENSO+...
".....Nell'emisfero Nord il vortice dell'Islanda e quello delle Aleutine, la cui intensità e posizione variano con la stagione, sono figure cardini insieme agli anticicloni! Anche questo articolo di diagnosi necessita di una certa padronanza dei concetti meteo climatici...
Il vortice aleutinico è correlato al ciclo dell'ENSO; durante El Nino tale depressione tende ad essere più forte mentre quello islandese più debole. Dal momento che la frequenza, la forza e la durata de EL Nino e de La Nina sono in funzione della PDO (Oscillazione Pacifica Deacadale, si basa sulle anomalie di temperature delle acque del Pacifico settentrionale) è possibile mettere in correlazione le anomalie del vortice aleutinico con la PDO. Nella fasi fredde della PDO il vortice delle Aleutine risulta più debole. Questo favorisce pressioni più alte in corrispondenza del Giappone e del Pacifico occidentale. Ciò può sfociare nella bilobazione del vortice polare creando un dipolo con minimi su Siberia nord orientale e Mar di Barents/Russia.
Esiste una inter-annuale altalena tra l'intensità della depressione d'Islanda, il vortice delle Aleutine e le temperature in superficie sopratutto nel periodo tardo invernale. La tendenza di questa 'altalena' risulta debole tra il 1940 al 1960, un periodo simile a quello attuale, forte tra il 1920 il 1940. La depressione d'Islanda è debole quando il vortice delle Aleutine è forte, molto forte quando al posto della depressione delle Aleutine troviamo un promontorio.
Correlando gli anni de El Nino con la PDO fredda la depressione islandese risulta debole mentre quella Aleutinica forte. In questo caso prevalgono condizioni climatiche più fredde in Europa e nel Nord America. Nel 2009/10 ad esempio la depressione d'Islanda fu sostituita da un promontorio di blocco. Lo scorso anno invece fu molto intensa mentre il vortice aleutinico risultò piuttosto debole. Tutto questo serve a dirvi che c'è un segnale in piùper avere un inverno con una NAO negativa.
Autore: Franceso Nucera.
Anomalie di pressione negli anni con PDO fredda e El Nino
Link dell' articolo completo:
http://www.3bmeteo.com/gallery/previsioni-inverno-2012-13--nao-negativa--altro-segnale--59438/1
Dell' ENSO abbiamo già parlato, invece la PDO è la Pacific decadal oscillation e rappresenta le anoamalie delle SSTA dell' oceano Pacifico sopra il 20 parallelo nord,in presenza di acque più fredde abbiamo la fase negativa della PDO, viceversa in presenza di acque più calde abbiamo la fase positiva...
In questo estratto di un articolo di 3Bmeteo.com viene mostrata la correlazione tra la NAO e l' accoppiata PDO-/ENSO+...
".....Nell'emisfero Nord il vortice dell'Islanda e quello delle Aleutine, la cui intensità e posizione variano con la stagione, sono figure cardini insieme agli anticicloni! Anche questo articolo di diagnosi necessita di una certa padronanza dei concetti meteo climatici...
Il vortice aleutinico è correlato al ciclo dell'ENSO; durante El Nino tale depressione tende ad essere più forte mentre quello islandese più debole. Dal momento che la frequenza, la forza e la durata de EL Nino e de La Nina sono in funzione della PDO (Oscillazione Pacifica Deacadale, si basa sulle anomalie di temperature delle acque del Pacifico settentrionale) è possibile mettere in correlazione le anomalie del vortice aleutinico con la PDO. Nella fasi fredde della PDO il vortice delle Aleutine risulta più debole. Questo favorisce pressioni più alte in corrispondenza del Giappone e del Pacifico occidentale. Ciò può sfociare nella bilobazione del vortice polare creando un dipolo con minimi su Siberia nord orientale e Mar di Barents/Russia.
Esiste una inter-annuale altalena tra l'intensità della depressione d'Islanda, il vortice delle Aleutine e le temperature in superficie sopratutto nel periodo tardo invernale. La tendenza di questa 'altalena' risulta debole tra il 1940 al 1960, un periodo simile a quello attuale, forte tra il 1920 il 1940. La depressione d'Islanda è debole quando il vortice delle Aleutine è forte, molto forte quando al posto della depressione delle Aleutine troviamo un promontorio.
Correlando gli anni de El Nino con la PDO fredda la depressione islandese risulta debole mentre quella Aleutinica forte. In questo caso prevalgono condizioni climatiche più fredde in Europa e nel Nord America. Nel 2009/10 ad esempio la depressione d'Islanda fu sostituita da un promontorio di blocco. Lo scorso anno invece fu molto intensa mentre il vortice aleutinico risultò piuttosto debole. Tutto questo serve a dirvi che c'è un segnale in piùper avere un inverno con una NAO negativa.
Autore: Franceso Nucera.
Anomalie di pressione negli anni con PDO fredda e El Nino
Link dell' articolo completo:
http://www.3bmeteo.com/gallery/previsioni-inverno-2012-13--nao-negativa--altro-segnale--59438/1
Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
Premetto che la carta che posto vale meno di zero, però sarebbe troppo se si verificasse, guardete le anomalie di temp a 850hp previste da CFS per il mese di gennaio...
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Ci metterei la firma con il sangue
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Ci metterei la firma con il sangue
Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
buon pomeriggio,
alla tua ottima analisi aggiungerei che con QBO orientale-Enso neutra o quasi-minimo
solare aumenta la BDC( brewer dobson circulation) e quindi più ozono verso il polo
con ulteriore destabilizzazione del vps stesso.In tal modo spesso si avrà una MJO verso valori molto alti(da sei a otto) con frequenti blocchi zonali alternati a js atlantici molto bassi..
a mio avviso:
Dicembre: 4/5 incursioni molto fredde da nord /nord est artico marittime
occhio 1 decade e 2 metà mese.Termicamente sottomedia
Gennaio:prima metà spesso sotto hp.2metà incursioni possibili da est
nord ovest più asciutto.
Febbraio= formazione hp russo con attacchi da est e possibili da nord/nord ovest
termicamente molto gelido e decisamente sottomedia
Marzo= molto simile a gennaio, freddo.
ci ho provato
ciao
alla tua ottima analisi aggiungerei che con QBO orientale-Enso neutra o quasi-minimo
solare aumenta la BDC( brewer dobson circulation) e quindi più ozono verso il polo
con ulteriore destabilizzazione del vps stesso.In tal modo spesso si avrà una MJO verso valori molto alti(da sei a otto) con frequenti blocchi zonali alternati a js atlantici molto bassi..
a mio avviso:
Dicembre: 4/5 incursioni molto fredde da nord /nord est artico marittime
occhio 1 decade e 2 metà mese.Termicamente sottomedia
Gennaio:prima metà spesso sotto hp.2metà incursioni possibili da est
nord ovest più asciutto.
Febbraio= formazione hp russo con attacchi da est e possibili da nord/nord ovest
termicamente molto gelido e decisamente sottomedia
Marzo= molto simile a gennaio, freddo.
ci ho provato
ciao
koko- Meteofilo
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Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
koko ha scritto:buon pomeriggio,
alla tua ottima analisi aggiungerei che con QBO orientale-Enso neutra o quasi-minimo
solare aumenta la BDC( brewer dobson circulation) e quindi più ozono verso il polo
con ulteriore destabilizzazione del vps stesso.In tal modo spesso si avrà una MJO verso valori molto alti(da sei a otto) con frequenti blocchi zonali alternati a js atlantici molto bassi..
a mio avviso:
Dicembre: 4/5 incursioni molto fredde da nord /nord est artico marittime
occhio 1 decade e 2 metà mese.Termicamente sottomedia
Gennaio:prima metà spesso sotto hp.2metà incursioni possibili da est
nord ovest più asciutto.
Febbraio= formazione hp russo con attacchi da est e possibili da nord/nord ovest
termicamente molto gelido e decisamente sottomedia
Marzo= molto simile a gennaio, freddo.
ci ho provato
ciao koko benvenuto !!!
ciao
Ospite- Ospite
Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
Me l'ero persa sta cartina Ale!! Spaventosa
Cmq koko occhio che sarai linciato per aver fatto questa analisi Ahahah ovviamente scherzo, sei e sarai apprezzato da tutti qui dentro
Io spero solo che l'inverno che verra si farà ricordare come l'estate appena trascorsa
Cmq koko occhio che sarai linciato per aver fatto questa analisi Ahahah ovviamente scherzo, sei e sarai apprezzato da tutti qui dentro
Io spero solo che l'inverno che verra si farà ricordare come l'estate appena trascorsa
luca90- Clone Colonnello Bernacca
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Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
koko ha scritto:buon pomeriggio,
alla tua ottima analisi aggiungerei che con QBO orientale-Enso neutra o quasi-minimo
solare aumenta la BDC( brewer dobson circulation) e quindi più ozono verso il polo
con ulteriore destabilizzazione del vps stesso.In tal modo spesso si avrà una MJO verso valori molto alti(da sei a otto) con frequenti blocchi zonali alternati a js atlantici molto bassi..
a mio avviso:
Dicembre: 4/5 incursioni molto fredde da nord /nord est artico marittime
occhio 1 decade e 2 metà mese.Termicamente sottomedia
Gennaio:prima metà spesso sotto hp.2metà incursioni possibili da est
nord ovest più asciutto.
Febbraio= formazione hp russo con attacchi da est e possibili da nord/nord ovest
termicamente molto gelido e decisamente sottomedia
Marzo= molto simile a gennaio, freddo.
ci ho provato
ciao
Grazie! Anche se sono ancora un pivellino nelle previsioni a cosi lungo termine
Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
come sono bravo io a cannare le previsioni...
sonoil n. 1 ,a sbagliare....ahahahaha
ciao
sonoil n. 1 ,a sbagliare....ahahahaha
ciao
koko- Meteofilo
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Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
Sbagliando si impara!!
spero che il NW non rimanga troppo al secco però... già sono sotto media di 100mm
spero che il NW non rimanga troppo al secco però... già sono sotto media di 100mm
Snöstorm92- Meteodipendente
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Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
Presto recuperi sno ..
Domanda peri piu esperti, ma questo VP spappolato in questo periodo non e un rischio per la stagione invernale? Cioè non rischiamo un ricompattamento proprio nella stagione piu bella? Questa e una domanda che sento spesso in questi giorni e che mi faccio pure io ..
Domanda peri piu esperti, ma questo VP spappolato in questo periodo non e un rischio per la stagione invernale? Cioè non rischiamo un ricompattamento proprio nella stagione piu bella? Questa e una domanda che sento spesso in questi giorni e che mi faccio pure io ..
luca90- Clone Colonnello Bernacca
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Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
luca90 ha scritto:Presto recuperi sno ..
Domanda peri piu esperti, ma questo VP spappolato in questo periodo non e un rischio per la stagione invernale? Cioè non rischiamo un ricompattamento proprio nella stagione piu bella? Questa e una domanda che sento spesso in questi giorni e che mi faccio pure io ..
mmm...è probabile che anche questa volta rimanga più protetto dalle Alpi
Snöstorm92- Meteodipendente
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Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
Non temere stavolta ce ne sarà per tutti ..
luca90- Clone Colonnello Bernacca
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Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
luca90 ha scritto:Presto recuperi sno ..
Domanda peri piu esperti, ma questo VP spappolato in questo periodo non e un rischio per la stagione invernale? Cioè non rischiamo un ricompattamento proprio nella stagione piu bella? Questa e una domanda che sento spesso in questi giorni e che mi faccio pure io ..
buon giorno..
domanda legittima la tua.
Ci sarà un ricompattamento,a mio parere, nelle prime 2 decadi di gennaio.
Ma Non rischiamo di vedere fallire l'inverno..
come ho già scritto..
ciao
koko- Meteofilo
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Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
koko ha scritto:luca90 ha scritto:Presto recuperi sno ..
Domanda peri piu esperti, ma questo VP spappolato in questo periodo non e un rischio per la stagione invernale? Cioè non rischiamo un ricompattamento proprio nella stagione piu bella? Questa e una domanda che sento spesso in questi giorni e che mi faccio pure io ..
buon giorno..
domanda legittima la tua.
Ci sarà un ricompattamento,a mio parere, nelle prime 2 decadi di gennaio.
Ma Non rischiamo di vedere fallire l'inverno..
come ho già scritto..
ciao
Eh si, questa configurazione mi ha un po' spiazzato, cioè secondo l' analisi che avevo fatto mi aspettavo un inizio di inverno molto anticipato, ma non così presto....
Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
Grazie koko e Ale per le risposte immediate.. Direi che l'autunno l'abbiamo quasi saltato, stiamo per passare direttamente all'inverno
luca90- Clone Colonnello Bernacca
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Località : cantù (co)
Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
red alert! red alert!
il celeberrimo sito meteoclown se ne esce in esclusiva interplanetaria con le stagionali invernali
di ecmwf e che ti spara?
Ma come?!!!
qualche mese fa il met office inglese su indicazioni del centro
di Reading( dove viene elaborato ecmwf) ha potenziato gli elaboratori di calcolo
che monitorano il vp temendo un bis del 2009,per l'Uk rigidissimo e nevoso,e le stagionali che ti vanno ad indicare..???? Nessuna anomalia negativa di rilievo in UK e sopramedia
costante in Italia?Conoscendo la professionalità del centro di Reading qualcosa non quadra.. certo mi suona altro che il red alert..
ma va a finire che gli inglesi vista la assoluta linearità e assoluta ricerca di basso profilo
di quel sito gli ha tirato delle stagionali burla?
C'è molto da meditare..
a presto
il celeberrimo sito meteoclown se ne esce in esclusiva interplanetaria con le stagionali invernali
di ecmwf e che ti spara?
Ma come?!!!
qualche mese fa il met office inglese su indicazioni del centro
di Reading( dove viene elaborato ecmwf) ha potenziato gli elaboratori di calcolo
che monitorano il vp temendo un bis del 2009,per l'Uk rigidissimo e nevoso,e le stagionali che ti vanno ad indicare..???? Nessuna anomalia negativa di rilievo in UK e sopramedia
costante in Italia?Conoscendo la professionalità del centro di Reading qualcosa non quadra.. certo mi suona altro che il red alert..
ma va a finire che gli inglesi vista la assoluta linearità e assoluta ricerca di basso profilo
di quel sito gli ha tirato delle stagionali burla?
C'è molto da meditare..
a presto
koko- Meteofilo
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Data d'iscrizione : 16.03.12
Località : forlì
Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
In pratica ecmwf vede un tipo di stagionali e il sito meteoclown sempre su stessa base da altre previsioni nonostante si base su quel modello?
luca90- Clone Colonnello Bernacca
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Re: Inverno 2012/2013 analisi indici e prime ipotesi
x me ormai la strada è tracciata!!!!
direi che queste perturbazioni si ripeteranno x tutto l'inverno!!!!
vedi 2008:D
direi che queste perturbazioni si ripeteranno x tutto l'inverno!!!!
vedi 2008:D
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